La Farmacia del Popolo di Messina da più di un secolo fornisce con professionalità e impegno i suoi servizi ai clienti, con particolare attenzione agli aspetti innovativi del mondo sanitario.


I FARMACI IN VIAGGIO



La mobilità delle persone rappresenta una delle caratteristiche del tempo in cui viviamo. A tale mobilità si accompagnano rischi per la salute, sia dei viaggiatori che della popolazione ospitante.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo gli arrivi degli italiani all’estero sono ogni anno piú di 16 milioni. Di questi, circa il 10% si reca in paesi tropicali o subtropicali.


I motivi del viaggio sono estremamente diversi: in primo luogo c’è il turismo, che ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo spettacolare anche in Italia, come dimostrato dall’esistenza di almeno una decina di riviste specializzate in viaggi e di circa 5.000 agenzie di viaggio.

A fronte di questa enorme esplosione dei viaggi non corrisponde un’adeguata preparazione da parte del turista italiano circa i rischi per la salute.

Ció puó dipendere dal fatto che il turista italiano, al contrario di quello inglese, olandese, o francese, paesi con una storia coloniale, è meno abituato a viaggiare o viaggia da meno tempo. E’ quasi incredibile constatare la superficialità con cui viene affrontato un viaggio internazionale dalla maggioranza degli italiani, anche di quella parte in possesso di una cultura medio - superiore.

Di seguito sono elencati una serie di suggerimenti ed informazioni utili per organizzare al meglio il vostro viaggio:

-Cosa mettere in valigia
-Consulenza on line
-La malaria

-La diarrea del viaggiatore
-La prostituzione
-L'AIDS
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Cosa mettere in valigia

Il viaggiatore va invitato a portare con sé scorte sufficienti dei farmaci che usa abitualmente (antidiabetici, antipertensivi, antiepilettici, antianginosi, ecc.) per la difficoltà a reperirli all'estero. Potreste procurarvi una o più ricette con prescrizione dei medicamenti di cui potreste aver bisogno, insieme al nome commerciale del prodotto con il nome del principio attivo. Chi usa la pillola antifecondativa dovrebbe portare scorte sufficienti a coprire l'intera durata del viaggio.

Se si viaggia in zone malariche si deve mettere in valigia scorte degli antimalarici prescritti in quantità sufficienti ed eventualmente quelli per l'automedicazione (farmaci di riserva da usarsi nel caso di comparsa di sintomatologia malarica ed impossibilità a raggiungere presidi medici).

Oltre ai farmaci suddetti, può essere conveniente portarsi in viaggio alcuni farmaci che potrebbero essere utili. Essendo la diarrea del viaggiatore l'affezione più frequente nei viaggiatori, tra i farmaci da mettere in valigia va senz'altro consigliato un antimicrobico ad ampio spettro (microrganismi aerobi, anaerobi e micobatteri) e basso assorbimento sistemico. Il viaggiatore dovrà essere istruito ad utilizzare il farmaco in caso di bisogno.

Oltre a tale prodotto, potrebbe essere utile portare con sé un antipiretico, un analgesico ed un disinfettante delle vie urinarie.

E' opportuno mettere in valigia anche un termometro, garze sterili, siringhe a perdere, sali per reidratazione orale, filtri antisolari, un insetticida ed eventualmente zanzariere al piretro (se si va in zone malariche).

In sintesi un elenco di massima dei prodotti da portare potrebbe essere il seguente

  • Disinfettante e tutto l'occorrente per una rapida medicazione
  • Prodotti anti-zanzare
  • Farmaci antimalarici
  • Creme antisolari
  • Sali per reidratazione
  • Farmaci antibiotici
  • Disinfettanti per acqua potabile
  • Farmaci antibatterici ad uso topico intestinale a basso assorbimento sistemico
  • Antipiretico contro la febbre
  • Farmaci di uso personale per patologie croniche

  • Analgesico

  • Disinfettante delle vie urinarie

  • Termometro

  • Siringhe

 E' consigliabile, comunque, organizzare la preparazione del viaggio acquisendo informazioni specifiche sul paese che state per visitare e consigli su come affrontarlo da un punto di vista preventivo.

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Consulenza on line                                                                 

Per coloro che cercano informazioni piu' particolari siamo disponibili ad offrire (gratuitamente) una consulenza on line che: 
- analizza i rischi esistenti nel paese di destinazione in un allegato specifico (esempio Thailandia, Kenia etc..)  
- fornisce una lista di farmaci personalizzata da acquistare  prima della partenza. 

Per questo o per altre domande potete scrivere al nostro indirizzo di posta elettronica: 

costa@farmaciadelpopolo.it 

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La malaria


La malaria è una diffusa malattia tropicale dovuta ad un protozoo trasmesso attraverso la puntura di zanzare Anopheles. La malaria è causata da una delle seguenti 4 specie di Plasmodium: P. falciparum, P. vivax, P. ovale, P. malariae. L'infezione da P. falciparum è nettamente la più frequente e la più grave, potendo essere fatale, se non adeguatamente e tempestivamente trattata.

I principali compiti del medico in relazione al rischio malaria sono i seguenti:

1. Prima di tutto, rendere edotto il proprio assistito dei rischi, anche mortali, che corre recandosi in aree malariche. Il rischio varia sensibilmente a seconda della regione del mondo visitata. Ciò dipende dal fatto che sono sempre più numerose le regioni del mondo dove si è sviluppata chemioresistenza del P. falciparum nei confronti della clorochina e di altri antimalarici; ciò crea problemi sia per quanto riguarda la profilassi che per quanto riguarda la terapia.

2. Dire al proprio paziente che, all'interno dello stesso paese, il rischio può variare in modo considerevole a seconda del periodo dell'anno, dell'altitudine e a seconda che si visitino solo le grandi città o anche le zone rurali. Nelle schede dei paesi, il rischio malarico verrà dunque sempre specificato in questi termini.

3. Dare una corretta chemioprofilassi. Le schede dei paesi sono di grande aiuto in questo senso poiché forniscono le indicazioni dell'OMS a tal proposito. Bisogna però chiarire al paziente che la chemioprofilassi va eseguita correttamente, iniziandola, nel caso della clorochina e della meflochina, almeno una settimana prima e continuandola per 4 settimane dopo il ritorno da aree endemiche.

Bisogna specificare inoltre che nessuna chemioprofilassi da una copertura al 100% contro il rischio malaria e che la malaria può essere contratta anche dopo avere eseguito una corretta chemioprofilassi.

I viaggiatori dovranno essere interrogati, allorquando si deciderà l'appropriata chemioprofilassi, sulle eventuali allergie da farmaci. Se si sospetta un'allergia bisogna chiedere al viaggiatore di iniziare in anticipo la chemioprofilassi, per controllare meglio eventuali risposte abnormi.

I viaggiatori dovranno esser informati altresì che certi farmaci antimalarici possono dare seri effetti collaterali e che in tal caso occorre rivolgersi prontamente ad un medico. In presenza di un serio effetto collaterale, occorre sospendere la profilassi.

4. Informare correttamente i propri assistiti sui metodi di protezione contro le punture di zanzara.

5. Ricordare al viaggiatore che i sintomi di malaria possono essere modesti e che la malaria deve essere sempre sospettata se, nell'arco di tempo tra una settimana dopo l'ingresso in un'area endemica e due mesi (o talvolta più) dopo l'ultima esposizione, dovessero comparire sintomi quali la febbre, cefalea, mioatralgie, astenia, vomito, diarrea o tosse. Se il viaggiatore sospetta una malaria deve prontamente ricorrere alle cure di un medico. I più importanti fattori che determinano la sopravvivenza dei pazienti con malaria falciparum sono la diagnosi precoce e l'appropriata terapia.

6. A viaggiatori esperti ed affidabili si può dare l'indicazione di portare farmaci antimalarici di riserva, da usarsi in caso di comparsa di sintomatologia malarica ed impossibilità di raggiungere in breve tempo un presidio medico. In questo caso va ben spiegata quale tipo di farmaco usare e la posologia. L'alofantrina, adoperata fino a poco tempo fa a questo scopo, non viene più consigliata per i suoi effetti collaterali (allungamento del QT con rischio di gravi aritmie).

ELEMENTI DA CONSIDERARE NELLA PROFILASSI E NEL TRATTAMENTO DELLA MALARIA

(Da viaggi internazionali e salute,OMS,1995)

 

GRUPPO RACCOMANDAZIONE
Persone con allergie, note o sospette Se vi è storia d' allergia ai sulfamidici, non dovrebbero essere prescritti anti-malarici quali la sulfadossina-pirimetamina e sulfalene-pirimetamina.

Se vi è storia di allergia o altre severe reazioni alla meflochina, questo farmaco non dovrebbe essere prescritto per la profilassi.

Se vi è storia di psoriasi generalizzata, la clorochina non dovrebbe essere prescritta.

Se vi è storia di prurito severo dopo un trattamento con clorochina, usare farmaci alternativi per la profilassi.

La dossiciclina può causare una fotosensibilizzazione cutanea e non dovrebbe essere prescritta a persone che possono essere esposte in modo prolungato e diretto alla luce solare.

Persone con malattie croniche Fornire consigli medici individuali (per esempio, le dosi normali di antimalarici possono essere tossiche in persone con danni renali o epatici).

La profilassi con meflochina non deve essere prescritta a persone con una storia di psicosi o convulsioni.

La meflochina non deve essere data a cardiopatici aventi all'ECG disturbi di conduzione. Il trattamento con alofantrina è controindicato nelle persone con allungamento congenito del QT.

Persone che assumono altri farmaci o vaccini La somministrazione concomitante di meflochina e altri composti simili (es. chinino, chinidina e clorochina) deve essere data solo sotto stretta supervisione medica per possibile tossicità a livello cardiaco. I medici prescrittori devono sempre mettere sul piatto della bilancia i rischi e i benefici della profilassi con meflochina nei viaggiatori che stiano prendendo altri farmaci noti per alterare la conduzione atrio-ventricolare.

Le vaccinazioni con vaccini vivi attenuati, quali il vaccino orale contro la febbre tifoide deve essere completato almeno tre giorni prima della somministrazione della prima dose di meflochina.

Persone che sviluppano seri effetti collaterali ad un anti-malarico Interrompere l'assunzione del farmaco e cercare un consulto medico; questo vale in particolare per i disturbi neorologico-psicologici dopo meflochina e "rash" cutanei dopo il trattamento con antimalarici sulfo-derivati.
Persone che vomitano Il vomito seguente a terapia con anti-malarici è meno frequente se la febbre è prima diminuita con antipiretici e spugnature tiepide. Una seconda dose piena deve essere data ai pazienti che vomitino meno di 30 minuti dopo aver ricevuto il farmaco. Se il vomito avviene 30-60 minuti dopo la dose, si deve dare una mezza dose in aggiunta alla prima.

Il trattamento con alofantrina è controindicato.

Persone occupate in compiti che richiedono fine coordinamento di movimenti e discriminazione spaziale (es. equipaggio degli aerei) La profilassi con meflochina non dovrebbe essere data. Dopo il trattamento con meflochina, un compito quale pilotare un aereo dovrebbe essere evitato, mentre altri, quali il guidare o il manovrare macchinari, dovrebbero e essere esercitati con cautela, visto che disturbi dell'equilibrio e reazioni neuropsichiche sono state segnalate con l'uso di tale farmaco.

La clorochina può anche causare offuscamento della visione e vertigine in alcune personeò coloro che ne sono affetti dovrebbero orientarsi verso un altro farmaco per la profilassi.

Persone con una storia di epilessia o disordini psichiatrici La meflochina non dovrebbe essere presa (questo vale anche per chi ha una storia familiare di epilessia).

La clorochina non dovrebbe essere presa da pazienti con una storia di epilessia.

Viaggiatori che necessitano di trattamenti medici di emergenza per presumibile autotrattamento Queste persone devono usare alofantrina solo se hanno un intervallo QT nei limiti.

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La diarrea del viaggiatore


La Diarrea del Viaggiatore è un'affezione che colpisce un terzo dei viaggiatori che si recano in aree che non siano l'Europa Occidentale, gli USA, il Canada l'Australia e la Nuova Zelanda. E' caratterizzata dalla comparsa di due o più scariche diarroiche e può essere associata a febbre, crampi addominali, nausea, vomito e senso di malessere.

La sindrome si manifesta generalmente nei primi giorni del viaggio, ma può comparire in quelli successivi ed un viaggiatore può avere più di un episodio durante il suo soggiorno. Pur non essendo patologia minacciosa per la vita, la diarrea del viaggiatore può compromettere seriamente l'obiettivo del viaggio (turismo, affari, competizione sportiva, luna di miele, ecc.).

Il comportamento alimentare rappresenta il più importante fattore di rischio insieme alla destinazione del viaggio (i paesi del Sud Est asiatico, dell'Asia del Sud, del Medio Oriente, del Sud America e dell'Africa centrale sono quelli più a rischio). Altri sono la durata ed il tipo di viaggio.

 

Eziologia

L'Escherichia coli enterotossica (ETEC) è l'agente etiologico più frequente della Diarrea del viaggiatore. Essa provoca una diarrea acquosa associata a crampi e talvolta a febbre di grado lieve. Anche le forme enteropatogene ed enteroinvasive dell'Escherichia coli sono talvolta causa della diarrea del viaggiatore. Altri agenti etiologici sono le Salmonelle e le Shigelle che determinano una diarrea contenente muco e sangue.

Alcune forme di diarrea sono dovute ancora a Campylobacter jejuni. Vengono chiamati in causa in questo caso alimenti quali il pollame. Al Vibrio parahaemolyticus è associata l'ingestione di pesce crudo o insufficientemente cotto. Altri potenziali agenti patogeni comprendono l'Aeromonas hydrophila, la Yersinia enterolitica ed il Vibrio fluvialis.

Oltre ai batteri, la diarrea del viaggiatore può essere causata da una serie di virus (Rotavirus, Norwalk virus); tali forme sono responsabili prevalentemente delle diarree del bambino, meno degli adulti.

Ne possono essere infine responsabili, anche se con minor frequenza, parassiti (Giardia lamblia, Entamoeba hystolytica, Criptosporidium).

 

PREVENZIONE

La prevenzione della diarrea del viaggiatore si realizza attraverso un'accurata selezione degli alimenti e delle bevande.

Il viaggiatore dovrà seguire un corretto comportamento alimentare, di cui si riassumono le principali norme:

- Evitare gli alimenti crudi, ad eccezione della frutta che può essere pelata o sbucciata dallo stesso viaggiatore.

- Se si consumano cibi cotti, assicurarsi che siano serviti ancora caldi e che non siano parzialmente cotti. I cibi cotti, conservati parecchie ore a temperatura ambiente costituiscono una delle principali fonti di infezione alimentare.

- Il latte non pastorizzato deve essere sempre bollito; i gelati possono rappresentare un rischio.

- L'acqua dei rubinetti è spesso contaminata batteriologicamente. Nel dubbio, farla bollire o disinfettarla con apposite compresse a base di cloro, di buona qualità. Meglio comunque usare l'acqua gassata imbottigliata.

- Evitare il ghiaccio, a meno che non sia preparato con acqua sicuramente potabile.

- Bevande quali il caffé, il the, il vino, la birra e gli alcoolici sono in genere sicure.

- Non acquistare alimenti o bevande da venditori ambulanti. La pratica dei venditori di strada è diffusissima in tutta l'Asia, ma ciò non rappresenta una garanzia per la sicurezza dei cibi. Diffidare anche di certe specialità locali di cui non si conoscono esattamente gli ingredienti.

- In certi momenti dell'anno diverse specie di pesci e di crostacei possono contenere tossine pericolose anche se sono stati ben cotti; la popolazione locale, che conosce in genere questo tipo di rischio, potrebbe dare informazioni utili.

- Quando non si ha altra scelta che consumare alimenti di dubbia qualità, è meglio saltare qualche pasto o consumarne il meno possibile.

 

TRATTAMENTO

Il trattamento della diarrea del viaggiatore si attua con la reidratazione orale, particolarmente importante nei bambini, e con farmaci antimicrobici. Tra questi sono da preferirsi quelli ad ampio spettro che agiscono selettivamente a livello intestinale.

Tra questi è da segnalare la Rifaximina (Normix) che agisce sui microrganismi aerobi, anaerobi e micobatteri ed ha un assorbimento inferiore all'1%. Per controllare la diarrea del viaggiatore, Normix viene utilizzato al dosaggio di 2 compresse da 200 mg., due volte al giorno, per 3-5 giorni. Sarebbe bene dunque che il viaggiatore tenesse il farmaco in valigia e lo usasse in caso di bisogno secondo la predetta posologia.

Se la diarrea è particolarmente severa e non si risolve in qualche giorno, se è accompagnata da brividi, da sangue e da muco e se vi è disidratazione, il viaggiatore dovrà consultare un medico nel paese dove si trova ed il suo medico curante al ritorno.

E' necesario trattare la disidratazione risultante dalla diarrea compensando le perdite di acqua e sali con succhi di frutta, bibite saline, crackers, ecc.

Sono predisposti allo scopo prodotti ad uso pediatrico. L'OMS raccomanda a questo scopo una soluzione composta da 3,5 g/l di cloruro di sodio, 1,5 g/l di cloruro di potassio, 20 g/l di glucosio e 3 g/l di citrato di sodio.

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La Prostituzione

In quasi tutti i paesi del mondo la prostituzione, in quanto attività illecita, viene gestita da malavitosi. Questi si dividono in bande pronte a tutto per mantenere o conquistare il possesso di zone di influenza dove poter esercitare il controllo della prostituzione.

In Italia, associazioni criminose di nigeriani, albanesi, sudamericani, nord africani, ecc. si contendono sanguinosamente il predominio di questa lucrosa attività escogitando sempre nuovi metodi per conquistare il mercato e sfuggire alle misure repressive.

Lo stesso avviene in molti paesi europei, dove si è verificato il fenomeno dell'immigrazione extracomunitaria.

In certi paesi orientali, come ad es. la Thailandia, la prostituzione rappresenta una delle prime voci nell'economia del paese e viene gestita in modo “industriale”.

Alla prostituzione in quel paese sono associate attività criminali, come il rapimento di bambine dalle campagne per avviarle alla prostituzione, lo sfruttamento dei minori per soddisfare gusti perversi della “clientela” e naturalmente l'estrema diffusione dell'AIDS e delle altre malattie sessualmente trasmesse.

Chi cerca rapporti con prostitute deve sapere che, oltre a mettere a repentaglio la propria vita in termini di rischio di AIDS e malattie veneree, può esser vittima di aggressioni da parte di “amici” della prostituta (ricordate il film “Il the nel deserto”?) mettendo a repentaglio la propria incolumità. Le situazioni più pericolose in assoluto sono gli incontri in case private con donne proposte da ruffiani incontrati per strada.

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SINDROME DA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA (AIDS)

 


Al 31 dicembre 1994 sono stati riportati all'OMS, dall'inizio della pandemia, 1.025.073 casi. E' noto come molti paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, riportino solo una parte dei casi, li riportino in ritardo o possono commettere errori diagnostici. L'OMS ritiene così che il numero ufficiale dei casi rappresenti solo una parte di quello reale, stimando in 4,5 milioni il numero di casi di AIDS verificatesi negli adulti e nei bambini dall'inizio della pandemia.

La maggior parte dei casi è stata dichiarata nell'Africa sub-sahariana e nelle Americhe. Alla fine del 1994, si stima che più di 18 milioni di adulti e circa 1,5 milioni di bambini abbiano contratto l'infezione da HIV. Il numero di infezioni da HIV continua ad aumentare, in particolare in Africa australe e centrale e nell'Asia del Sud dove si ritiene la malattia conoscerà negli anni prossimi un drammatico incremento.

In figura è riportata la ripartizione regionale, stimata dall'OMS, degli adulti infettati dal virus HIV (malati di AIDS compresi) ancora viventi.

Il rischio di AIDS nel viaggiatore è legato al comportamento più che alla destinazione del viaggio. Nel viaggiatore la trasmissione avviene per via sessuale o per via sanguigna.

Per evitare il contagio per via sessuale egli dovrà evitare i rapporti sessuali con persone infette, ricordando di non giudicare dall'apparenza, non avendo la maggior parte delle persone infette sintomi apparenti della malattia. In caso di incertezza gli uomini devono usare sempre il preservativo, dall'inizio alla fine del rapporto, e le donne assicurarsi che il loro partner lo usi. Per ridurre il rischio di trasmissione attraverso aghi o sangue infetto, i viaggiatori devono evitare di farsi iniettare farmaci che non siano strettamente necessari per la loro salute ed evitare qualsiasi scambio di siringhe. Se l'iniezione è necessaria, il viaggiatore dovrà verificare che aghi e siringhe provengano da un pacco sterile o siano stati sterilizzati adeguatamente. Coloro che necessitano di frequenti iniezioni, come i diabetici, dovranno portare con sé scorte di aghi e siringhe sterili ed un'autorizzazione del loro medico che ne giustifichi eventualmente il possesso. Strumenti chirurgici o dentari non sterili, aghi per tatuaggi e per agopuntura, strumenti di perforazione degli orecchi ed altri strumenti di perforazione della pelle possono trasmettere l'infezione.

Una serie di paesi ha adottato una politica di restrizioni alla mobilità delle persone malate di AIDS o sieropositive per l'HIV. Sono circa 50 questi paesi, e tra di essi vi sono gli Stati Uniti d'America. Tale politica viene applicata nella maggior parte dei casi soprattutto nei confronti di persone che richiedono un permesso di lavoro e studenti. Abbiamo voluto inserire questo dato nelle schede dei paesi riportando sinteticamente le varie disposizioni di legge. Tali dati ci sono stati comunicati via fax il 24 febbraio 1994 dall'OMS a Ginevra.

In considerazione però del fatto che ogni normativa di legge è soggetta a cambiare, si invita il lettore a consultare l'ambasciata o il consolato del paese che si intende visitare per chiedere eventuali aggiornamenti in merito alle restrizioni per i malati di AIDS ed i sieropositivi.

E' giusto sottolineare qui che l'OMS da sempre si è opposta formalmente ad ogni sorta di discriminazione nei confronti dei malati di AIDS e dei sieropositivi per HIV, inclusa quella che si riferisce alla libertà di effettuare viaggi internazionali. Oltre al motivo della discriminazione, l'OMS ritiene che tali misure siano inefficaci a controllare la diffusione della pandemia.

In una delle ultime Assemblee Mondiali, l'OMS ha dichiarato formalmente di non sponsorizzare o patrocinare conferenze internazionali sull'AIDS in paesi che adottino tali politiche di controllo obbligatorio dello stato immunitario per l'HIV dei viaggiatori internazionali.

Nonostante tale presa di posizione dell'OMS, l'obbligo di tali certificazioni esiste in molti paesi ed il viaggiatore ne deve essere edotto.

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